LA MAGIA DEL LINGUAGGIO NELLA PNL-T

LA MAGIA DEL LINGUAGGIO NELLA PNL-T

E se esistesse la possibilità di fare una magia cosa cambieremmo in noi? C’è la possibilità attraverso un libro in poco tempo di cambiare? Questo non è possibile, poiché c’è bisogno di molto allenamento, e soprattutto applicazione quotidiana tra teoria e pratica per ricercare il fascino della radice, ovvero la natura di ciò che si vuole cambiare proprio a partire da noi stessi, attraverso una relazione che si sviluppa attraverso il dialogo terapeutico.

Le persone sono solite, quando arrivano da noi, affibbiarsi delle etichette, che possono corrispondere o meno alla natura vera del problema. Ad esempio definirsi con espressioni comuni come “Sono bipolare”; “Sono depresso”, “Sono pazzo” significa dare un peso superficiale alle parole. Cosa significano effettivamente? Sono solo etichette apparentemente ma determinano il nostro agire a livello di convinzioni e di comportamenti, di conseguenza, diventano a volte parte della nostra identità perché sembrano definirci. Davvero è cosi che vogliamo definirci e muoverci nella vita?

Il 10 marzo c.a. è stato condotto un incontro dal titolo “PNL Terapeutica ed Ipnosi Ericksoniana. Un viaggio alla scoperta di sé” in diretta Live sulla Pagina della Scuola di Psicoterapia IKOS Age Form di Bari, tenuto dai dott.ri Marco Magliozzi (Psicologo, Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta), Francesca Lafasciano (Direttrice della Scuola Quadriennale di Psicoterapia IKOS Age Form), Prof.ssa Daniela Poggiolini caposcuola e fondatrice della Scuola Quadriennale di Psicoterapia Ikos Age Form, nel quale alcune di queste tematiche sono state affrontate. Il compito della PNL, soprattutto quella a livello terapeutico, e la sua bellezza è che dapprima si cerca di creare una relazione basata sul rapporto “me-altro”, successivamente si cerca, attraverso il paziente e il suo modo di stare nella relazione terapeutica, di comprendere la radice del problema, lavorando anche sul linguaggio, sul racconto, sullo stato emotivo legato ad esso, sul modo in cui il corpo si fa messaggero del disagio.

L’acronimo PNL (Programmazione Neuro Linguistica) sta ad indicare il fatto che “Il compito della Psicoterapia è quella di lavorare su come gli individui agiscono, si comportano attraverso dei meccanismi comportamentali, neurologici all’interno di una determinata realtà esprimendoli appunto con il linguaggio”. Rispetto ad altri modelli psicoterapici, la PNL seppur rispetti un determinato protocollo e modello, ha una naturale propensione e valorizzazione dell’entrare all’interno “della mappa dell’altro” rispettando: i valori, le azioni, le espressioni usate per connettersi con il suo vissuto, passando dalla mente al cuore.

il paziente in terapia parla, e il suo linguaggio verbale e non verbale è ciò che rende possibile il dialogo. Resta compito del terapeuta risignificare con il paziente alcune etichette autoinflitte, che diventano limitanti o potenzianti per la relazione con sé stessi, gli altri o con il mondo.

Secondo compito e punto focale del terapeuta o conduttore di terapia a modello PNL è di ascoltare con attenzione tutto ciò che il paziente porta, sentirlo, empatizzare con lui, comprendere il suo obiettivo terapeutico dando grande attenzione alle prime 20 parole della sua narrazione, accogliere cosa l’altr* abbia da dirci, senza apporre alcuna forma di giudizio, farlo sentire accolto, rispettarlo (per questo il modello si definisce Bioetico), prima di comprendere dove e come collocare quel problema e come risolverlo assieme a lui.

Terzo compito del terapeuta: ricordarsi sempre che il nostro paziente è parte attivissima di un processo costruttivo ed evolutivo. Milton Erickson grande esperto di linguaggio e interprete straordinario del senso di autonomia del paziente sottolineava che tutti noi siamo “semi, che per diventare piante hanno bisogno di giuste cure per poter sbocciare al momento giusto”.

Quarto compito e regola urea: il paziente va sempre rispettato, portatore di un mondo prezioso che si esprime attraverso: silenzi, pause, linguaggio, parole, che necessitano di completa accoglienza all’interno della relazione terapeutica rispettando la sua essenza piuttosto che modellarla a nostro piacimento.

a cura di Francesca Lafasciano e Matteo Mantuano

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